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ISSN 2753-4812
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Vomitare oro

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Vomitare oro

Istruzioni essenziali nella forma di consigli personali per il praticante diligente, l'eccellente[1] Atsang

di Kenpo Gangshar Wangpo

Mi inchino di fronte al glorioso e sublime Guru.

Figlio di un buon padre, da qualsiasi impresa mondana a cui ti dedichi soltanto per scopi di questa vita non trai alcuna essenza. È oltre ogni dubbio che il il sacro Dharma (del) Guru (che incarna i tre) rari e sublimi, sia il solo rifugio che offra beneficio certo e una sicura protezione[2]. Con tale persuasione, raggiungi il confine[3] dell'ascendere e cadere[4].

Ora comprenderai a che punto sei. Un buon figlio non si lascia trascinare dalle distrazioni e dalla confusione[5], è dunque necessario che tu estragga l'essenza delle libertà e delle risorse[6]. E, per fare questo, occorre che nel tuo continuum nasca (la consapevolezza del) l'impermanenza.

Figlio di buon padre, guarda qui! Guarda là! Ascolta quel che dicono lassù! Ascolta quaggiù! Osserva il modo in cui gli esseri migratori nascono, il modo in cui si ammalano, il modo in cui invecchiano, il modo in cui muoiono! Per qualcuno pare che si accumulino ricchezze, per qualcuno pare che si costruiscano case, alcuni sembra che si dedichino allo studio, alla contemplazione e alla pratica, e pare che vi sia chi si dedichi alla pratica di ritiri intensivi di ravvicinamento[7]. Ciononostante, nota la difficoltà e rarità di coloro che portano a termine e ottengono lo scopo ultimo.

Per il fatto di non aver considerato la mortalità, per non aver pensato di potersi ammalare, guarda come muoiono! Guarda come patiscono! E questo ti riguarda? Accade anche a te come a queste persone?

L'impermanenza viene integrata nella propria esperienza e pratica quando si pensa: “E se morissi in questo stesso momento? E se la morte avvenisse proprio ora?”

Hai realizzato questo? Disponi di questa realizzazione dell'impermanenza?

Mantieni un dialogo con te stesso in ogni momento, osserva la tua mente, esamina i tuoi pensieri! Non ti consegnare alle distrazioni! Non ti far sopraffare dall'influenza della confusione o distorsioni! Dedicati, invece, di continuo e intensamente alla pratica del Dharma, avendo come tuoi testimoni i risvegliati e i loro figli spirituali[8].

In generale, sebbene non sia possibile che vi sia un qualche Dharma che non sia buono o sia inadeguato, che sia sgradevole o privo di frutti, è necessario recepire qualunque pensiero appaia, è prioritario mantenere la consapevolezza circa qualunque pregiudizio che si manifesti.

Semplicemente, dimora nella consapevolezza; non c'è bisogno di alterare alcunché, guarda direttamente la natura o l'essenza di quello che appare, di qualunque cosa si manifesta. Una volta che sei potentemente radicato nella consapevolezza/Rigpa, è necessario che tu sappia o possa mescolarti con tutte le condizioni[9].

In breve, anche quando ci fossero distrazioni, non c'è problema, così è la mente.

Quando ti assesti in Rigpa, nella consapevolezza naturale, libera da distrazioni, qualunque condizione si presenti, buona o cattiva che sia, non ha alcun influsso benefico o dannoso: così è Rigpa!

E' necessario saper distinguere le due, la mente[10] e la consapevolezza/Rigpa. E' necessario saper o poter liberare la mente e i pensieri[11]. E' indispensabile coltivare familiarità assiduamente per riuscire a distinguere Rigpa dalla mente[12].

E' necessario sapersi o potersi radicare stabilmente in Rigpa. Qualunque pensiero, distorsione o confusione emerga, non lo considerare un difetto o un errore. Rilassati nella sua natura!

Di tanto in tanto è cruciale rivolgere preghiere e richieste al tuo Guru, ricevere iniziazioni e mescolare la tua mente con la sua. Anche quando mediti sullo stadio di generazione[13], fallo dall'interno della consapevolezza/Rigpa; quando fai la recitazione di mantra, fallo dall'interno di Rigpa. Metti a nudo Rigpa e colpisci la testa dell'attaccarsi al sé e del desiderio egocentrico.

Emetti il suono PHE'! Anche quando pratichi le ruote magiche[14], fallo dall'interno della consapevolezza naturale. Se, durante la notte, mediti nel sogno, fallo dall'interno della consapevolezza naturale. Se, durante il giorno, mediti il corpo illusorio, fallo dall'interno della consapevolezza naturale.

Quando la tua pratica meditativa raggiunge il culmine o ha successo, il sorgere naturale della ‘determinazione a emergere’[15] e della compassione sfociano nella loro piena fioritura e, allora, ovunque tu sia, va bene, è ottimale. Tienilo a mente!

Dall'interno dello stato naturale[16] priva di distrazioni, con sollecitudine e con l’immensa attitudine altruistica di bodhicitta, formula vaste preghiere di dedica, fai le pratiche dei sette rami per accumulare merito, medita Vajrasattva e recita il suo mantra[17]. Essendo stato trascinato per tantissime esistenze dalle correnti della mente[18] hai accumulato tanto karma[19], ora è cruciale confessare e purificare le imperfezioni o gli errori e determinarti ad evitare di compierli ancora e di nuovo nel futuro. Assicurati di concludere con queste e altre pratiche.

Su richiesta del sollecito praticante e nobile Atsang, queste istruzioni per la pratica sono emerse in me come una cascata di concetti. E io, Gangshar, un vecchio e confuso mendicante, le ho trascritte e riversate come un vecchio cane che vomitasse dell'oro, e ora dedico ogni virtù al beneficio degli esseri senzienti.


| Traduzione dal tibetano in italiano di Anna Yeshe Dorje ottobre 2025 e revisione nel dicembre 2025.


Bibliografia

Edizioni tibetane

gang shar dbang po. "bsgrub brtson dam pa a tshang ngor gdams pa'i man ngag gser skyugs ma" in gsung 'bum/_gang shar dbang po. BDRC W2CZ6597. 1 vols. Kathmandu: Thrangu Tashi Choling, 2008. Vol. 1: 103–107

Fonti secondarie

Khenchen Thrangu, Vivid Awareness: The Mind Instructions of Khenpo Gangshar, with commentary by Khenchen Thrangu Rinpoche. Boston, MA: Shambhala Publications, 2011.


Versione: 1.1-20251220


  1. o santo  ↩

  2. protezione definitiva  ↩

  3. per emanciparti dal meccanismo ciclico  ↩

  4. senza interruzione e senza scelta  ↩

  5. da errori o distorsioni  ↩

  6. della preziosa rinascita umana  ↩

  7. e realizzazione della pratica tantrica delle divinità  ↩

  8. figli spirituali: i Buddha e i bodhisattva  ↩

  9. che tu sappia affrontare tutte le circostanze  ↩

  10. dualistica o ordinaria  ↩

  11. poter liberare la mente dualistica e la concettualità  ↩

  12. dualistica  ↩

  13. kyerim, lo yoga della divinità  ↩

  14. gli esercizi yogici  ↩

  15. spesso tradotto con ‘rinuncia’  ↩

  16. di consapevolezza  ↩

  17. delle cento sillabe  ↩

  18. dualistica – sems  ↩

  19. creato azioni contaminate da illusioni e afflizioni mentali  ↩

Khenpo Gangshar

Khenpo Gangshar

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