Consigli dalla Consorte di Saggezza Adamantina
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Consigli dalla Consorte di Saggezza Adamantina
di Sera Khandro
Emanazione dei buddha trionfanti e dei loro eredi -
quelli che se ne sono già andati, che sono presenti o che devono ancora venire -
la cui immensa gentilezza supera quella del sempiternamente eccellente Pemajungné
E che è suprema in ogni modo – ti ho trovato!
D’ora in poi, per tutte le mie vite,
prego affinché non ci separiamo mai, ma restiamo sempre insieme.
Nello spazio infinito e spontaneamente puro
- terra pura del dharmakāya delle mie tre porte contaminate -
io ti contemplo. Deboli sono i miei occhi di saggezza,
tanto che sottili oscurazioni cognitive velano la chiarezza della mia vera natura.
Mio gioiello che esaudisce ogni desiderio,
eccezionalmente abile e gentile nei tre modi,
le tue istruzioni fondamentali sono colme di significato,
e i tuoi insegnamenti orali straordinariamente sublimi, come un ago d’oro.
La profonda quintessenza della pratica dello stadio di sviluppo e completamento,
grazie al tuo amore, ora m’ha raggiunto, e con il suo potere,
ho ottenuto puri occhi di saggezza,
con cui contemplare l’universo delle apparenze e delle possibilità
sorgere come una dimora celeste d’infinita purezza.
Come onde, gli oggetti della percezione si sono liberati nel dharmakāya.
Le apparenze della forma, l’infinita purezza del corpo di saggezza delle deità,
si sono liberate nel dharmakāya, la consapevolezza vuota,
la cui creazione e dissoluzione sono non-concettuali.
L’echeggiare dei suoni, l’infinita purezza della parola di saggezza,
che sorge da sé, come suono vuoto non-nato,
s’è ormai liberata come dharmakāya.
I pensieri, l’infinita purezza della distesa della luminosità,
si sono liberati nel dharmakāya, la realizzazione dell’onnipresente purezza.
Onnipervadente, amalgamante e onnicomprensiva come il cielo,
la natura dello spazio è signora di miriadi di manifestazioni:
maṇḍala spontanei e naturalmente presenti, al di là del tempo,
una perfezione atemporale di purezza e maturazione
dove persino il termine stesso ‘impurità’ è scomparso.
La presenza risvegliata che conosce se stessa, naturalmente lucida,
s’è liberata nel terreno dei tre kāya.
La sua natura, non duale e immutabile come una montagna,
è simile allo spazio dove non esistono né schiavitù né liberazione.
Come un oceano, è chiara e lucida, libera dai veli dei fattori oscuranti.
Come la luce del sole, la saggezza è luminosa in sé e per sé.
Non appena le nuvole oscuratrici dell’ignoranza evaporano nella distesa dello spazio puro,
dimorare nel suo stato senza tempo e senza illusione fa sbocciare il dharmakāya.
La consapevolezza che permane come terreno, il deposito dei kāya e della saggezza,
si manifesta nello splendore interiore come il giovane vaso kāya.
Realizzato il duplice beneficio del sé e dell’altro, ci si risveglia nel terreno del risultato,
e tutte le apparenze relative vengono completamente comprese nello stesso spazio della realtà
Scomparse le sessioni e le pause tra le sessioni - tutto è uguale e libero!
Ecco come si trova la liberazione nella vasta sfera unica del dharmakāya,
e si giunge alla sede primordiale dell’estinzione, il gioioso vajra.
I miei fortunati studenti dovrebbero perfezionare in questo modo
i sentieri rapidi dello sviluppo e la pratica dello stadio del completamento.
Questi versi sono stati offerti con devozione dalla consorte di saggezza vajra
Al cospetto dello yogi sublime e abile che ha coronato la duplice purezza.
Possano essere virtuosi!
| Tradotto da Sergio Orrao (2026) dalla prima traduzione inglese di Christina Monson (2020), e dalla versione francese di Vincent Thibault (2024).
Bibliografia
Edizione tibetana
kun bzang bde skyong dbang mo. “las ldan bu slob rnams la springs pa’i zhal gdams snying po’i don bsdus” In gsung ‘bum/_kun bzang bde skyong dbang mo/. 6 volumi. Chengdu: si khron dpe skrun tshogs pa/ si khron mi rigs dpe skrun khang, 2009. (BDRC W1PD108254) Vol. 5: 191 – p. 192
Versione: 1.0-20260407
